Tetano di Alessio Torino

Posted on 12 settembre 2011

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L’esordio convincente con Undici decimi (vincitore dei premi Bagutta Opera Prima e Frontino) di Alessio Torino, compagno di ciurma sul bastimento peQuod di Italic, mi ha spinto a leggere con piacere il secondo romanzo, Tetano, pubblicato da minimum fax.

La storia è ambientata in un piccolo paese di fantasia, Pieve Lanterna, tra agli Appennini dell’entroterra marchigiano, e racconta le avventure di quattro ragazzini alle prese con la costruzione di una zattera, la Gran Troia, durante le vacanze estive. Protagonista del racconto è Tetano, uno dei quattro, a cui, in un clima di omertà paesana, viene nascosta la morte del padre. Gli è stato raccontato che sia in viaggio, e ogni tanto arrivano pure delle cartoline da varie parti del mondo a confermarlo, e lui ci crede, o vuole crederci, e alimenta la sua convinzione decidendo, un bel giorno, di cagarsi addosso finché non torna.

La storia, è una storia semplice, comune. La storia di un rito di iniziazione, di un passaggio dall’infanzia alla giovinezza, della perdita dell’innocenza per far fronte alla cruda realtà della vita. È un bel racconto, malinconico, scritto e da gustare con lentezza. La lentezza dell’atmosfera del paese, dove tutti si conoscono e dove ognuno viene etichettato con un marchio impresso a fuoco, impossibile da togliere. E il romanzo è una saga di questi personaggi: Elettricità, il Criceto, Sanremo per citarne alcuni. E ognuno deve giocare il proprio ruolo, non può ribellarsi, la comunità non lo permette. Sembra un destino ineluttabile, e anche se te ne vai, come la voce narrante, nulla è cambiato quando torni, il tuo paese e i suoi personaggi rimangono immutati, come sospesi nel tempo. Nemmeno lo svincolo di una superstrada può cambiarlo.
O forse sì.

Posted in: Leggere, Libri, Narrativa