La farfalla sul palco

Posted on 10 agosto 2011

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Reading del soliloquio al padre

Ora lo posso dire. Ora che la presentazione alla Rotonda di Senigallia è passata lo posso fare. Posso dire perché la data dell’otto agosto è per me speciale. È speciale perché l’otto di agosto sarebbe stato il compleanno di mio padre. E trovarsi a presentare il romanzo dedicato a lui, nella bellissima cornice della tua città, all’interno di una rassegna prestigiosa, in mezzo alle persone a cui vuoi bene proprio nel giorno del suo compleanno… be’, non ti lascia indifferente. Non a me. Pensi sia un segno.

Quando Paolo Mirti mi ha chiamato per invitarmi alla rassegna proponendomi l’otto di agosto non ci ho fatto caso alla data. Ho detto sì, semplicemente, mi sentivo lusingato per essere stato scelto. Dopo ho collegato, alcune settimane dopo, quando organizzavo la serata e sceglievo i brani per il reading. Tra questi, c’era un soliloquio del protagonista indirizzato al padre. E associandolo alla data mi sono detto che lo dovevo leggere io, quel brano. Certo, Beatrice Gregorini o Fausto Caroli lo avrebbero fatto meglio, loro sono attori professionisti, ma a costo di scoppiare in lacrime a metà lettura lo dovevo fare io. Perché è l’otto di agosto, sono nella mia città, tra le persone che amo e a cui voglio bene e tra cui vorrei, Dio solo sa quanto, che ci fosse anche mio padre.

E così è stato.

Non so se avete visto Patch Adams. Be’, al protagonista muore la donna che ama, lui si sente terribilmente in colpa e vuole farla finita, o perlomeno interrompere il suo progetto, la realizzazione del suo sogno. Finché non compare una farfalla, lo spirito di lei, che lo fa desistere dal proposito.

la Farfalla "Bruno"

Be’… alla presentazione è comparsa una farfalla, un farfalla notturna, grande, bruna. Si è appoggiata sul palco e lì è rimasta. Fino alla fine.

Sarò un inguaribile romantico… ma ho pensato che quella farfalla fosse mio padre.

Mio padre Bruno.

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