Il potere del cane di Don Winslow

Posted on 14 luglio 2011

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Ecco, se c’è un romanzo noir che avrei voluto scrivere, questo è Il potere del cane di Don Winslow. Davvero un gran bel romanzo che ti tiene incollato per ben settecento e rotte pagine. Una saga sul narcotraffico che si srotola e coinvolge trent’anni di storia, e tutto il nord e centro America, dagli Stati Uniti alla Colombia, incentrato sul potere di una famiglia messicana, i Barrera, e la lotta per la giustizia di un poliziotto americano, Art Keller. Di mezzo compare la Cia, con i suoi loschi giochi dietro le quinte per combattere il comunismo, e poi la Chiesa, la Mafia, gli Irlandesi. Una lotta senza esclusione di colpi tra il bene e il male, al di fuori delle regole, dove ogni mossa diventa lecita.

È una storia che ti appassiona, dove i personaggi, ben caratterizzati, manifestano forze e debolezze. Dove il buono si palesa anche nel killer più spietato.

Don Winslow ha uno stile asciutto che si esalta negli episodi di azione. Un continuo cambio di immagine e di scena. Con passaggi narrativi impercettibili dall’uso del passato al presente che danno vivacità e ritmo al racconto. Dialoghi scarni ed essenziali. Solo quello che serve, insomma.

L’unico neo, a mio avviso, sono le descrizioni “storiche”. Sebbene interessanti e illuminanti per comprendere il contesto degli avvenimenti, a volte risultano troppo lunghe e dettagliate. Ti stanchi e vuoi tornare alle vicende dei protagonisti, alla loro storia, alle loro battaglie interminabili, con colpi di scena mai scontati.

Vorresti, come in tutte le favole, che trionfi il Bene e la Giustizia. Ma nel romanzo, come nella realtà, ti accorgi che a volte la battaglia per il bene e la giustizia si macchia di atroci delitti. Questo è l’effetto de el poder del perro, il potere del cane.

Posted in: Libri, Narrativa