Come realizzare un sogno – Passo 9: Le convinzioni

Posted on 17 aprile 2011

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Cane Pericoloso!Fin da piccoli ci siamo creati una teoria su noi stessi e sul mondo che ci circonda, un modello che ci permette di affrontare la realtà in modo comodo ed efficace, e il più delle volte di affrontare la vita con il minimo sforzo e il massimo risultato. Questa teoria del mondo si struttura nelle nostre convinzioni, che una volta acquisite operano in modo automatico senza che ce ne rendiamo conto, e ci spingono quotidianamente a compiere delle scelte o a comportarci in una certa maniera.

Quando per strada incrociamo un animale a quattro zampe con la coda e che abbaia, la nostra mente lo classifica come “cane”, e se al sostantivo “cane” gli attribuisce l’aggettivo “pericoloso” ci spingerà a tenerci alla larga. Se al contrario alla parola “cane” associa l’aggettivo “affettuoso”, la nostra mente ci spingerà a reagire in un modo completamente diverso.

Possiamo aver sviluppato le nostre convinzioni dall’esperienza diretta (per esempio se siamo stati morsi da un cane), dalla nostra educazione (per esempio se i nostri genitori ci ripetevano di non avvicinarci a un cane perché ne avevano paura), oppure dalle credenze comuni (per esempio dando ascolto al sentito dire generico tipo “Non si può mai fidare dei cani, sono imprevedibili!”).

È chiaro che la convinzione “i cani sono pericolosi” non rappresenta la realtà, ma una generalizzazione di essa. E ogni volta che utilizziamo una generalizzazione impoveriamo la realtà, la costringiamo all’interno di un concetto, di uno schema che ne individua un possibile aspetto che può palesarsi vero solo in determinate circostanze e soggetti. Se, per esempio, considero Rocky, il pastore tedesco del mio amico Mario, “pericoloso” perchè ha assalito il suo vicino di casa, non vuol dire che tutti i pastori tedeschi siano pericolosi. A essere più precisi il fatto che abbia assalito il vicino di casa non giustifica nemmeno la “pericolosità” di Rocky stesso. Infatti Rocky potrebbe essere molto affettuoso e innocuo con tutti tranne con il vicino di casa di Mario che, nell’occasione in cui è stato assalito, brandiva un bastone in modo minaccioso dopo aver scoperto che il cane gli aveva scavato una buca in giardino. Per farla breve, le nostre convinzioni spesso non sono una fotografia esatta della realtà, ma un’immagine distorta e impoverita. E siccome non è la realtà a guidarci nella vita ma le convinzioni che abbiamo su di essa è bene metterle in discussione.

Le nostre convinzioni possono essere limitanti o potenzianti.
Le convinzioni limitanti pongono dei limiti al nostro agire, per esempio “Non si può ottenere tutto nella vita!”, “Non sono abbastanza portato per riuscirci!”, “Realizzare un sogno è solo questione di fortuna!”, “Non ce la posso fare!”. Spesso sono convinzioni che non abbiamo acquisito dall’esperienza ma che ci sono state trasmesse.

Le convinzioni potenzianti invece pongono l’accento sulle potenzialità, sull’opportunità e sul possibile. Per esempio “Ce la posso fare!”, “Ho le capacità per riuscirci!”, “Posso realizzare il mio sogno!”, “Troverò il modo di ottenere quello che desidero!”.

Come influiscono le convinzioni sulle nostre azioni? Beh, tutti noi abbiamo delle risorse fisiche e mentali (chiamale pure attitudini, talenti, potenzialità); le nostre risorse ci permettono di svolgere le attività che svolgiamo (il mio coordinamento neuro-muscolare mi permette di andare a giocare a pallone, le mie attitudini logico-matematiche di risolvere calcoli, le mie abilità linguistiche a esprimermi in un italiano corretto o scrivere un tema); a sua volta le attività in cui siamo impegnati producono dei risultati che possono essere positivi (per esempio, mi diverto a giocare a pallone e faccio gol) oppure negativi (i calcoli non mi portano e prendo 4 nel compito in classe); questi risultati formano e alimentano le nostre convinzioni positive (per esempio “Sono bravo a giocare a pallone!”) oppure negative (per esempio “Sono un somaro in matematica!”); infine le nostre convinzioni, e qui viene il bello, non rimangono lì neutrali, ma influenzano su quante risorse metteremo in campo la volta successiva che ci troveremo a svolgere quell’attività.

Il circolo dellapprendimento

Se possiedi una convinzione positiva e potenziante, metterai in campo più risorse, e questo ti porterà a ottenere risultati migliori e a rafforzare ulteriormente la tua convinzione (“Sono davvero bravo a giocare a pallone!”) che ti porterà a tirare fuori ancora più risorse, ripetere l’attività, ottenere risultati migliori, e così via. Si instaura quindi un circolo virtuoso dell’apprendimento che ti porterà a sviluppare le tue potenzialità.

Se possiedi invece una convinzione negativa e limitante, metterai in campo meno risorse, e di conseguenza i risultati saranno peggiori, e questi risultati potenzieranno la tua convinzione limitante (“Sono davvero un somaro in matematica!) che ti porterà a investire ancora meno risorse, evitare quell’attività, e confermare la tua convinzione negativa, e via di seguito. Si instaura così il circolo vizioso del non apprendimento, e in quell’attività non diventerai mai bravo. Ma attenzione! Non è detto che tu non sia bravo perché non possiedi le potenzialità; è possibile che tu non lo sia semplicemente perché la tua convinzione limitante ha sabotato te stesso, negandoti la possibilità di tirare fuori le tue reali potenzialità!

In definitiva quindi è fondamentale che tu analizzi le tue convinzioni, perché sono determinanti per il successo o l’insuccesso nel realizzare i tuoi sogni. Se possiedi convinzioni limitanti e negative su te stesso e il mondo che ti circonda, ogni tentativo risulterà vano perché sarai tu stesso, inconsciamente, che saboterai le tue reali possibilità.
Per evitare questa insidia è importante che ti chieda: 1) Quali sono le mie convinzioni circa il mio sogno? 2) Sono convinzioni potenzianti o limitanti? 3) Sono davvero convinto di poter realizzare il mio sogno? 4) Come ho appreso le mie convinzioni limitanti? 5) Come posso metterle in discussione? 6) Quali prove tangibili potrebbero dimostrarmi il contrario? 7) Quali convinzioni potenzianti posso costruire e alimentare per realizzare il mio sogno?

Cosa ne viene fuori?
Alla prossima puntata!

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