Cassonetti libro del giorno di Fahrenheit Radio 3

Posted on 14 aprile 2011

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Sì, si tratta della realizzazione di un piccolo sogno, parlare ai microfoni di Fahrenheit del mio romanzo.
Ogni volta che ascoltavo la trasmissione una vocina nella mia testa ripeteva la litania “Sarebbe bello se un giorno ci fossi tu!“. Io sorridevo, alla mia vocina, la tranquillizzavo, e tranquillizzavo me stesso. “Capiterà!“, gli rispondevo nei momenti di esaltato ottimismo. Altre volte invece, quando l’attesa della pubblicazione diventava insopportabile, eclissavo in un computo silenzio rassegnato.

Ricordo al salone del libro di Torino Marino Sinibaldi intervistare David Grossman, e poi Ascanio Celestini e Lella Costa, e io che lo guardavo e proiettavo, nella fantasia, me al loro posto, intervistato da lui. Ma non al salone, in radio. Perché la radio ha un fascino tutto suo. Un microcosmo chiuso e aperto al mondo, allo stesso tempo. Sei di fronte a un microfono, solo il tecnico dall’altra parte del vetro che ti guarda, e nella cuffia la voce di Carlo D’Amicis che ti pone le domande. Perché è stato così, ieri, in diretta, io nella sede di Ancona, Carlo a Roma. E gli ascoltatori invisibili nell’etere. Che te li immagini tanti, numerosissimi, con l’orecchio attento a cogliere ogni tuo indugio. E tu lì, con nessuna domanda concordata, e il timore che l’emozione giochi brutti scherzi.

Non so bene come sia andata l’intervista, ma so di sicuro che è stato inebriante, per me. E soprattutto un privilegio. Il privilegio di essere intervistato da Carlo D’Amicis che ho conosciuto attraverso il suo romanzo La battuta perfetta, un romanzo tanto esilarante quanto serio e profondo. E il privilegio, con Cassonetti, di essere entrato per un giorno in “Un mondo da leggere per leggere il mondo: questo, da oltre dieci anni, è Fahrenheit. Sulle note di My favorite things raccontiamo la realtà attraverso le nostre cose favorite: i romanzi, i saggi, la poesia. Una biblioteca radiofonica costruita, giorno dopo giorno, con le voci e le parole degli scrittori e degli intellettuali del nostro tempo“.

Buon ascolto!

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